Associazione veri soci di ChiantiBanca

Il Diario

Novità
7
Dec

News 13. Le “sviste” di Co-Opera.

Le “sviste” di Co-Opera

Un gruppo di soci di ChiantiBanca ha costituito una associazione, imitando l’iniziativa dell’Associazione “Per una banca in terra toscana”, ma con l’obiettivo di sostenere il ribaltone a favore di Iccrea. Ha di recente predisposto un documento i cui contenuti sono stati riportati sul Gazzettino del Chianti.

Tutte le opinioni vanno rispettate, ma è legittimo chiedere che siano basate su dati e fatti concreti e comprovati. Co-Opera sostiene in particolare che: “non risulta vero che il titolo subordinato emesso da ChiantiBanca in favore di CCB non prevede la possibilità di estinzione anticipata né è vero che prevede l’applicazione, in caso di estinzione anticipata, di penali a carico di ChiantiBanca. E’ vero, al contrario, che ChiantiBanca ha facoltà di rimborso anticipato, previa autorizzazione della vigilanza, senza dover sostenere alcun onere aggiuntivo”.

Co-Opera inizia male, perché evidentemente non conosce i dettagli del titolo emesso da Chiantibanca a favore di Cassa Centrale banca. Tale titolo è redimibile senza il consenso di CCB, e con solo quello di Banca d’Italia, a partire dal 31 dicembre 2021, ossia tra 4 anni. I 20 milioni (apparentemente) offerti da Iccrea non possono dunque essere utilizzati per rimborsare quel titolo. Continua Co-Opera affermando che: “E’ impensabile e non aderire ad un gruppo (CCB) i cui principi comunicati dagli stessi vertici sono incompatibili ed antitetici con l’integrazione del mondo cooperativo in un unico gruppo, mentre appare chiaro ed evidente che tale mondo debba rimanere unito e solidamente ancorato a principi di mutualità che, dunque, possono essere soddisfatti solo attraverso l’adesione a un gruppo (Iccrea) che crede in tali principi ed è in grado di garantire il rafforzamento di ChiantiBanca come banca, con oggettivo vantaggio per tutti i soci, e non soltanto di taluni di loro, evidentemente legati a valori estranei al mondo cooperativo, con pregiudizio di tutti gli altri”.

Tale affermazione sembra suggerire che i principi di solidarietà del mondo cooperativo si realizzino unicamente mediante l’adesione ad un unico gruppo, che per definizione deve essere ICCREA. Questa affermazione contrasta con lo spirito stessa della riforma, che applica i principi di solidarietà interna derivanti dal contratto di coesione e il potere di indirizzo e di controllo della capogruppo a tutti i gruppi bancari cooperativi che saranno autorizzati dall’autorità di vigilanza. La verità è quindi molto semplice: ICCREA non è riuscita ad affermarsi come unico gruppo; CCB ha una lunga tradizione come istituto centrale di banche cooperative, che le ha consentito di raccogliere il consenso di numerose BCC in tutto il territorio nazionale; la scelta corretta di ChiantiBanca è quella di affidare le proprie scelte strategiche alla capogruppo CCB, con cui ha maturato negli anni un rapporto fiduciario consolidato e che le può garantire una posizione di rilievo nel territorio regionale.

Se non si conoscono i fatti (o si fa finta di non conoscerli?) è meglio astenersi. I soci fondatori di Co-Opera dovrebbero semmai spiegare come mai hanno cambiato opinione rispetto all’Assemblea del 18 dicembre 2016, quando votarono a favore dell’adesione a Cassa Centrale Banca. Qui i links per documentarvi sulle dichiarazioni precedenti:

Dichiarazione dell’allora DG Andrea Bianchi, a Repubblica del 18/12/2016

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/12/18/news/chiantibanca_dice_no_al_way_out_e_va_con_holding_trentina-154387705/

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/economia/16_dicembre_18/chianti-banca-no-way-out-va-holding-trentina-773fb780-c52c-11e6-be21-f545111799d1.shtml

http://www.toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2016-12-18/chiantibanca-esce-sistema-154251.php?uuid=gSLAA5rY8B

Leggeteli attentamente e votate informati.

PERUNABANCAINTERRATOSCANA